Festa di Suldè

dal 14 al 16 agosto 2020
Civitella di Romagna - Civorio (FC)
MAPPA E INFORMAZIONI
Festa di Suldè

Benvenuti alla Festa di Suldè!
Dal 1919i la domenica dopo Ferragosto Civorio festeggia i suoi soldati. La festa fu infatti ideata nel lontano 1919 e dedicata a Sant’Antonio da Padova da parte di tutti i soldati civoriesi che avevano combattuto vittoriosamente nella guerra mondiale del’15-18. In particolare l’iniziativa dei festeggiamenti religiosi e civili fu di Pietro Vignali di Pian della Vigna, poiché tutti e 9 i suoi figli erano tornati indenni dalla guerra. L’iniziativa di Pietro fu poi sostenuta da Attilio Venzi di Frasconaglia, detto Tiglion, da Domenico Ermorra del Picchio, contadino del prete, insieme a tutti i parrocchiani. I festeggiamenti avevano inizio già dal sabato sera e proseguivano la domenica con le funzioni religiose del mattino, celebrate da Don Domenico Tassinari, parroco di Civorio per circa 40 anni, le cui spoglie si trovano nel locale cimitero.
A mezzogiorno tutti i parrocchiani pranzavano in una baracca di legno coperta con frasche, costruita appositamente per la festa nel piazzale del Castello della Rocca, dove si trovava la canonica. I soldati civoriesi marciavano al suono della Banda di Civitella dalla canonica alla baracca per poi prendere posto a tavola. Una maestosa bandiera tricolore sventolava alle note dell’Inno del Piave.
Naturalmente il pranzo era preparato dalle donne del posto. Gli anziani di Civorio ricordano ancora le squisite tagliatelle fatte a mano, gli arrosti di animali nostrani, il fragrante pane cotto nei forni di casa e il buon vino. Nel pomeriggio seguiva poi una funzione religiosa con processione dalla chiesa, situata nel centro del paese, fino al locale Castello. La festa era rallegrata dagli spari coi mortaletti:
si consumava circa mezzo quintale di polvere da sparo.
Ma l’attrazione vera e propria consisteva nel lancio di un enorme pallone gonfiabile, di quasi 2 metri di diametro, costruito da “Silvino” di Petrella, contenente un biglietto della festa, che andava ad approdare nei paesi vicini. Anche in quei tempi in occasione della festa giungevano a Civorio le bancarelle di caramelle, lupini, ceci, carruba, cocomeri, vino della “Pina” di Cigno, della “Nebbiona” di Ranchio, della “Caterina” di Galeata, di “Zvanin” di Linaro, e di un signore di Civitella di cui non si ricorda più il nome.
Una caramella piperita costava circa un soldo; un quartino di vino che vendevano Giovanni Vignali e Giuseppe Fabbri veniva pagato circa undici soldi. I prodotti erano esposti nel piazzale antistante la chiesa, sopra un fondo di paglia. La Banda civitellese, composta da una ventina di musicisti, arrivava a Civorio già al sabato sera e pernottava presso le abitazioni dei civoriesi. Il paese contava allora circa 61 famiglie. I paesani, il lunedì dopo la festa, riordinavano e smontavano la baracca di legno. Tiglion, il cassiere della festa, ritirava le somme dei conti e le offerte che avanzavano venivano utilizzate per la festa dell’anno dopo. Con l’avvento della seconda guerra mondiale ai soldati del ’15-18 si sono aggregati i reduci civoriesi.
La tradizione è continuata negli anni a venire caratterizzando la “FESTA DEI SOLDATI” come un momento di ritrovo dei reduci, dei loro famigliari ed amici che per l’occasione ritornano al paese d’origine.
La Pro Loco si impegna a mantenere viva la tradizione, onorando il merito dei reduci durante due giornate di divertimento ed allegria.
(le notizie storiche sono state fornite dagli anziani del paese in particolare Pino Vignali e Adelmo Torelli).