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Comunita' Montana dell'Alta Valmarecchia

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Comunita' Montana dell'Alta Valmarecchia La Comunità Montana Alta Val Marecchia comprendente i Comuni di: Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello, costituisce il cuore del Montefeltro. Il suo territorio è raccolto tra le giogaie e le valli dell’Appennino più impervio e recondito. Area che si estende sulle colline tra il mare Adriatico e l’Appennino Centrale, a confine fra tre regioni, la Romagna, le Marche, la Toscana, e uno Stato, la Repubblica di San Marino, territorio che in buona parte ricalca i confini del MONTEFELTRO storico. Tutti i comuni ad esso appartenenti, e molte località minori, conservano i segni del proprio passato. Certo poche righe non bastano per descrivere questa straordinaria realtà, ricca di patrimoni naturali e culturali, non bastano per la varietà dei suoi paesaggi, per un patrimonio monumentale e d’arte tra i più singolari d’Italia, ricca come poche altre di mirabili fortezze, di borghi con mura e torri, di splendide chiese, per le sue piccole e grandi storie, legate alle vicende dei vari contadi, ma soprattutto alle lotte che videro antagoniste le grandi famiglie Montefeltro , Malatesta e Medici. Proprio in funzione della posizione geografica ha una storia notevole che merita attenzione: la presenza umana nel Montefeltro è documentata dalla preistoria. Il Montefeltro nasce con il Medioevo. Con le prime invasioni barbariche questa terra acquista una propria personalità e inizia quella tradizione militare che la renderà celebre nel secoli. Nell’826 San Leo diventa sede vescovile; dal XVI secolo la sede sarà Pennabilli. Tra il 961 ed il 963 San Leo fu l’ultima capitale del regno italico nel quadro delle lotte fra Berengario II e l’Imperatore tedesco Ottone I. Nella matrice feudale si deve ricercare l’origine di tre potenti famiglie comitali che illuminarono per secoli il Montefeltro: i Montefeltro, che divennero signori di Urbino; i Malatesta che dominarono Rimini e altre città; i Carpegna che rimasero arroccati nel cuore del territorio stesso. Non si può tacere la costante mira dei Fiorentini per il possesso del Montefeltro. In seguito il Montefeltro tornò ai legittimi signori, i Della Rovere, fino al 1631, anno della devoluzione dello Stato di Urbino alla Chiesa. Dopo la Restaurazione ed il Risorgimento la storia del Montefeltro si confonde con quella dell’Italia, perdendone le connotazioni locali. Esiste anche un Montefeltro misterioso e romantico: a San Leo con la rocca dalla luce sinistra che aveva spaventato un uomo come il Macchiavelli. che dopo secoli di glorioso servizio militare divenne tetro carcere, è d’obbligo ricordare il conte di Cagliostro ivi imprigionato, con il suo alone di magia e di protomartire della ragione. Un Montefeltro opposto a queste tradizioni è quello delle leggende cristiane: si pensi alle miti leggende fiorite intorno alla vita ed al martirio di San Marino, di San Leo e di Sant’Agata, si pensi alla tradizione francescana che ha un preciso riferimento al viaggio di San Francesco nel Montefeltro nel 1213.
Il Montefeltro Marecchiese merita di essere visitato per tante ragioni. Una natura rigogliosa variegata, che sa essere aspra e dolce ma sempre di grande suggestione, basti pensare alla Cerreta di Sasso Simone e Simoncello, oltre mille ettari, boschi fitti che ospitano una fauna rara che qui trova habitat e condizioni adatte alla propria sopravvivenza, dove il paesaggio è mosso dalle rocce che caratterizzano Montefeltro, dalle cui sommità lo sguardo si perde all’orizzonte, fino a vedere il mare. Gli amanti delle escursioni a piedi, a cavallo, in bici e in mountain bike hanno a disposizione percorsi dalle diverse caratteristiche tecniche di varie difficoltà ma tutti belli e particolari da percorrerere non ultima quella di vedere alcuni musei interessanti e curiosi. A Perticara di Novafeltria, a testimoniare l’avventura umana dei minatori e degli abitanti è rimasto il museo storico-minerario, il più importante centro di documentazione nazionale sull’attività estrattiva praticata nel settore zolfi. A Talamello il museo  pinacoteca Gualtieri “ Lo splendore del reale, a Pennabilli le realizzazioni  ispirate dal poeta Tonino Guerra, come l’”orto dei frutti dimenticati”, il rifugio delle “Madonne abbandonate”, la “strada delle meridiane”, il “giardino pietrificato”, il “santuario dei pensieri”.
Unico in Italia il Museo di Informatica e Storia del calcolo, a Ponte Messa, che raccoglie numerosissimi oggetti utilizzati per il calcolo, dagli abachi ai computer.
A San Leo nel palazzo mediceo è istituito il museo di arte sacra.  Dal trecento al settecento si succedono tavole e tele. A Casteldelci una interessante raccolta archeologica di oggetti del periodo romano. E in autunno , in Alta Valmarecchia è un vero e proprio tripudio di sapori, la sagra della polenta e dei frutti del sottobosco a Perticara, la fiera della castagne a Talamello, la fiera del tartufo a Sant’Agata Feltria, la fiera del formaggio di fossaTalamello.
 
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